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Ricerche

Ricerca sulla Moehringia tommasinii

La Moehringia tommasinii fu scoperta per la prima volta nel 1843 da Muzio Tommasini, sindaco triestino e uno dei principali sostenitori della ricerca floristica del litorale allora ancora austriaco. Nel 1879 Carlo Marchestti l’ha classificata tra le tipologie speciali e le attribuì il nome del suo scopritore. La Moehringia tommasinii è un taxon endemico dell'Istria settentrionale, si trova sul ciglione carsico nei dintorni di Trieste (Val Rosandra), sopra Ospo (Osp), San Sergio (Črni kal) e Popecchio (Podpeč) dalla parte slovena e in alcune zone intorno a Pinguente (Buzet), nell'Istria croata.

Con il progetto BioDiNet si ha l'intenzione di capire lo stato delle popolazioni della Moehringia tommasinii nell’intera area di diffusione (Val Rosandra in Italia, Ciglione carsico in Slovenia, la valle del fiume Quieto (Mirna) in Croazia). Sul campo saranno ispezionate le condizioni delle popolazioni, valutato il numero dei soggetti e controllata l’esistenza di possibili nuove aree di presenza. Da ogni popolazione saranno prelevati venti campioni (foglie) per l'analisi molecolare della struttura della popolazione con l'aiuto di adeguati marker molecolari. L'intenzione è anche quella di compiere analisi morfologiche e anatomiche.

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Il monitoraggio della biodiversità dei pascoli – uccelli (DOPSS)

Nel 2012 abbiamo fatto un dettagliato censimento degli uccelli nella zona carsica attorno a Piedimonte d’Istria (Podgorje). Un censimento uguale è stato eseguito già nel 2007. L’idea del monitoraggio è studiare l’effetto del pascolo sulla fauna aviaria. Oltre al censimento degli uccelli abbiamo anche monitorato il loro habitat e la frequenza del pascolo. I censimenti hanno seguito la stessa metodologia del 2007 e sono stati eseguiti in tre fasce altitudinali (0-50 m, 50-100 m, più d 100 m), l’unita di rilevazione del censimento è stata la coppia di uccelli. Nel 2013 eseguiremo uno studio approfondito sulla metodologia del monitoraggio e sulla biologia della nidificazione dell’ortolano (Emberiza hortulana), in più ripeteremo i censimenti sui prati carsici sotto il monte Golič. Sulla foto potete vedere i risultati del censimento dell’allodola (Alauda arvensis) nel 2012.

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Genetica delle api del Carso Italiano e Sloveno

Nell’ambito del progetto BioDiNet il laboratorio di Genetica del DSV si propone di analizzare le specie e sottospecie di Apis mellifera utilizzate dagli apicoltori locali. Se possibile si cercherà di confrontare i dati recenti con i campioni museali conservati presso il Museo di Scienze Naturale del Comune di Trieste. Dati preliminari del primo anno di attività hanno permesso di identificare un ecotipo non ancora classificata in Italia (C2e). Le api della sottospecie Apis mellifera carnica appartengono alla linea C, la linea C2e è stata descritta per la prima volta da Munoz et al solamente nel 2009 in campioni di Lussino, Korcula ma anche in Istria. Questa primo rapporto della presenza di questo aplotipo in Italia ed in particolare nel Carso conferma l’ipotesi di un flusso genico di api proveniente dalla Dalmazia.

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Monitoraggio della biodiversità nei pascoli

I pascoli carsici (“lande”) sono rappresentate da tre principali associazioni vegetali: landa xero-termofila presente soprattutto nel Carso isontino, landa mesofila del Carso triestino, prato-pascolo dei suoli più evoluti e parzialmente decalcificati. Sono stati eseguiti rilievi fitosociologici di pascoli effettuati a Polazzo (GO), Hrastovlje e Črnotice (KP) sia all’interno che in prossimità dei plot di campionamento dell’Università degli Studi di Padova (PP6), sia in aree ove si prevede la presenza di formazioni ascrivibili ai tipi per i quali si rende necessaria un’ulteriore definizione sintassonomica. Tale materiale è stato poi elaborato assieme a rilievi desunti da letteratura (383 rilievi) provenienti dalla medesima area geografica che si estende dal Carso giuliano litoraneo a quello sloveno finno all’Istria montana (Čičarija / Ciceria). Nell'ambito delle attività di monitoraggio sono state rilevate mediante gps e cartografate le distribuzioni di tre specie invasive: Senecio inaequidens, Ailanthus altissima e Ambrosia artemisiifolia, diffuse nell’area del pascolo di Basovizza presso Trieste dove verranno effettuati rilievi anche sull’effetto del pascolo reintrodotto dopo il decespugliamento. Sono state inoltre elaborate ortofoto relative a porzioni di landa nell’area attorno a Polazzo per valutare lo stato di incespugliamento.

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Studio di prati e pascoli nella zona del Carso Isontino (Italia) e nel Carso istriano (Slovenia)

In relazione al progetto BioDiNet, l’attività prevista include lo studio di prati e pascoli nella zona del Carso Isontino (Italia) e nel Carso Istriano (Slovenia). Nello specifico, la sperimentazione prevede la raccolta e l’analisi di campioni di foraggio a diverse fasi di maturazione in alcuni prati e pascoli tipici dell’ambiente carsico. Lo scopo è quello di comprendere l’andamento della produzione in sostanza secca e della qualità del foraggio di tali cenosi al fine di elaborare delle guide linea atte ad aiutare la gestione e contemporaneamente a salvaguardare la biodiversità di questi particolari ambienti.

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Ricerche sugli invertebrati

Il Ciglione carsico rappresenta un punto caldo della biodiversità in Slovenia. Si tratta di una zona dove il flysch della regione costiera incontra la roccia calcarea . Grazie a condizioni climatiche favorevoli, la diversità di invertebrati è particolarmente ricca. Gli invertebrati possono essere usati come bioindicatori, cioè organismi che indicano di cambiamenti nell'ambiente.
Abbiamo scelto di studiare alcuni gruppi di invertebrati par valutare l’impatto umano sull’ambiente.

  • Lepidotteri: Rhopalocera  - mediante un particolare metodo di monitoraggio stiamo stimando la grandezza della popolazione della farfalla Aporia crataegi, una specie comune della Slovenia meridionale  che negli ultimi anni ha vissuto un calo drammatico delle popolazioni. Nello stesso ambito stiamo studiando la diversità delle farfalle nelle praterie e nei pascoli carsici.
  • Coleotteri: Scarabeidi - questi coleotteri si nutrono di sterco di grandi vertebrati (compreso il bestiame al pascolo ) perciò possano essere usati come indicatori di impatto del pascolo
  • Animali ipogei: viene studiata la fauna del sottosuolo, siccome tutti i processi che avvengono sulla superficie si riflettono anche sotto terra. In questo contesto stiamo studiando le dimensioni delle popolazioni di gamberi ipogei in grotte selezionate del Carso .
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Projekt sofinanciran v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.

 

Progetto finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e daifondi nazionali.

 

 

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